Perdita del grado: il comportamento post factum diventa rilevante per la conservazione del posto di lavoro.
Finalmente, dopo un’inchiesta formale ed una commissione di disciplina, il militare assistito è stato giudicato meritevole di transitare in servizio permanente.
Una grande soddisfazione, ma soprattutto un decisivo passo avanti segnato dal presente arresto amministrativo (la decisione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri).
La scelta difensiva di assumere due testimonianze scritte ha – con ogni probabilità – inciso favorevolmente sulle sorti (dubbie) del procedimento disciplinare, segnato da una condanna per disobbedienza ed abbandono di posto confermate in tutti i gradi di giudizio.
Il militare, all’epoca dei fatti in servizio presso una piccola Stazione del nuorese, ebbe un’aspra discussione col capo pattuglia: tale alterco determinò l’interruzione del servizio perlustrativo ed il deferimento del nostro assistito alla Procura Militare.
Instaurato il procedimento e giunti in commissione (l’Ufficiale Inquirente non intese assumere le due testimonianze) si decise di svolgere autonome indagine difensive attraverso le quali emerse un quadro profondamente diverso da quello dipinto dai superiori in Sardegna.
Un risultato, quello raggiunto, che solidifica il principio del contraddittorio anche durante le istruttorie militari, oggi più che mai, sempre più aperte ai principi ed alla dinamiche tipiche delle fasi dibattimentali.
